ReSetna

ReSetna – Recensione

Il genere metroidvania, oggi più che mai, è terreno minato. Da un lato è amato da una community molto esigente, dall’altro è diventato uno dei rifugi preferiti degli studi indipendenti, con il rischio costante di finire schiacciati dal confronto con nomi ormai ingombranti. ReSetna nasce esattamente in questo contesto: un action-platformer 2.5D che non cerca di reinventare le regole, ma di applicarle con competenza, mettendo sul piatto una buona dose di esplorazione, combattimento tecnico e una direzione artistica che guarda dichiaratamente al passato.

ReSetna

L’ambientazione ci porta in un mondo post-organico, dove ogni forma di vita biologica è scomparsa e a sopravvivere sono soltanto macchine senzienti. Nei panni di ReSetna, un’unità robotica risvegliata da un’intelligenza artificiale centrale, veniamo inviati a indagare su un segnale anomalo che minaccia l’equilibrio di questo fragile ecosistema meccanico. La narrazione non è mai invasiva, ma si sviluppa in modo frammentato attraverso log, collezionabili e ambient storytelling, lasciando al giocatore il piacere di ricostruire lentamente la storia del mondo e dei suoi abitanti. Ed è proprio andando avanti che l’universo di gioco inizia a mostrare una personalità più interessante, ben lontana dall’apparente anonimato delle prime ore.

ReSetna

Dal punto di vista estetico, ReSetna adotta una grafica 2.5D pulita e funzionale, che richiama l’epoca PlayStation di fine anni ’90, con fondali industriali, strutture decadenti e ambienti tecnologici che alternano cemento, fognature e aree elettroniche più vivaci. Non siamo davanti a un comparto visivo rivoluzionario, ma la varietà delle zone e l’attenzione ai dettagli ambientali rendono l’esplorazione piacevole, soprattutto quando il mondo si apre e inizia a mostrare le sue connessioni interne.

Uno degli aspetti meglio riusciti del gioco è senza dubbio il movimento. ReSetna è estremamente fluido da controllare e questa fluidità trasforma il backtracking, spesso percepito come un peso nel genere, in un’attività sorprendentemente piacevole. Tornare in aree già visitate non è mai frustrante, anzi diventa parte integrante del ritmo di gioco, grazie a salti precisi, dash ben calibrati e a una progressione delle abilità che invita a sperimentare nuovi percorsi.

ReSetna

Il sistema di combattimento si difende bene, pur senza brillare in modo particolare. ReSetna mette a disposizione tre armi intercambiabili, ma nella pratica il bilanciamento tende a spingere il giocatore a fare affidamento soprattutto su una di esse una volta sbloccata, riducendo la varietà tattica. Il parry è ben implementato e restituisce soddisfazione quando padroneggiato, mentre gli scontri con i nemici comuni risultano inizialmente stimolanti, salvo poi perdere mordente a causa di una ripetizione forse eccessiva delle stesse tipologie all’interno delle singole aree.

Più interessante è il sistema di potenziamento, basato su una griglia modulare ispirata al Tetris, che obbliga a ragionare non solo su quali upgrade equipaggiare, ma anche su come posizionarli per massimizzarne l’efficacia e le sinergie. È una meccanica che aggiunge uno strato strategico non banale e rappresenta una delle idee più riuscite dell’intero progetto. Meno incisivo, invece, l’uso del drone-companion in grado di hackerare i nemici: una soluzione potenzialmente interessante che, nella pratica, risulta spesso opzionale e facilmente ignorabile.

I boss rappresentano un’altra area a luci e ombre. Alcuni scontri sono ben costruiti, con pattern chiari e meccaniche che richiedono attenzione e adattamento. Altri, invece, cadono nella prevedibilità o si affidano a un incremento artificiale della difficoltà, basato più sulla saturazione dello schermo e sulla resistenza che sulla reale abilità del giocatore. Questo problema diventa particolarmente evidente nelle fasi finali, dove il bilanciamento tende a irrigidirsi e alcune sezioni platform o inseguimenti risultano più frustranti che stimolanti, complice anche la presenza di bug tecnici che possono spezzare l’immersione.

ReSetna

Il comparto sonoro è probabilmente l’anello più debole della produzione. La colonna sonora è discreta ma poco memorabile e in alcuni momenti lascia spazio esclusivamente agli effetti sonori, privando le fasi più intense del giusto accompagnamento emotivo. In un genere in cui musica e atmosfera giocano un ruolo fondamentale, questa scelta pesa più del dovuto.

Nonostante questi limiti, è giusto riconoscere l’impegno del team di sviluppo, che ha dimostrato attenzione ai feedback della community e una volontà concreta di migliorare il gioco attraverso patch e aggiornamenti. ReSetna è un titolo che cresce con il tempo, mostrando il meglio di sé dopo le prime ore e lasciando intravedere un potenziale che, con qualche rifinitura in più, avrebbe potuto essere espresso in modo ancora più deciso.

VALUTAZIONE FINALE - ReSetna
6.0

ReSetna è un metroidvania che parte in sordina ma riesce a costruire, col tempo, un’esperienza solida e a tratti coinvolgente. Non è un titolo destinato a lasciare il segno nel genere, ma offre idee interessanti, una buona esplorazione e un controllo del personaggio eccellente. I problemi di bilanciamento, la ripetitività e alcune incertezze tecniche ne limitano l’impatto complessivo, soprattutto se affrontato a prezzo pieno. Resta però un’avventura consigliabile agli appassionati del genere, soprattutto a chi è disposto a guardare oltre i difetti per apprezzarne le intuizioni migliori.

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