Clicco su un barile abbandonato in una delle prime schermate di Goblins 3 e il mio goblin esplode senza alcun preavviso, accompagnato da un’animazione a scatti che sembra prendermi in giro più che punirmi. È il terzo game over in venti minuti. Eppure invece di posare il controller mi ritrovo a sorridere e a riprovare subito, cercando di capire quale logica contorta mi sia sfuggita. Questo è Gobliiins in una manciata di secondi: crudele, imprevedibile, e stranamente capace di farti tornare a schermo dopo ogni fallimento.
Introduzione
Gobliiins Collection è uscita il 27 maggio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, pubblicata da Red Art Games con il supporto tecnico di Red Art Studios. Dentro ci sono i primi cinque capitoli della serie ideata da Pierre Gilhodes per Coktel Vision: Gobliiins (1991), Gobliins 2: The Prince Buffoon (1992), Goblins 3 (1993), Gobliiins 4 (2009) e Gobliiins 5: The Morgloton Invasion (2023). È la prima volta che l’intera saga arriva su console, e per chi non l’ha mai incrociata prima si tratta di un pezzo di storia dell’avventura grafica europea rimasto per decenni all’ombra di Monkey Island e Broken Sword.

Gameplay
L’idea alla base della serie è semplice da spiegare e più complicata da padroneggiare: ogni goblin ha un’abilità unica, e il giocatore deve capire quale personaggio usare, quale oggetto e in quale ordine. Il numero di “i” nel titolo corrisponde al numero di personaggi controllabili in contemporanea: tre in Gobliiins, due in Gobliins 2, uno solo (affiancato da comparse temporanee) in Goblins 3, di nuovo tre in Gobliiins 4 e Gobliiins 5.
Il primo capitolo resta il più severo: ha una barra vitale, punisce gli errori con la morte immediata e propone enigmi che seguono una logica quasi surreale, più vicina all’assurdo di certi cartoni animati che al ragionamento consequenziale. Gobliins 2 stringe il cast a due personaggi dalle personalità opposte e guadagna in ritmo, tanto da essere considerato da molti il punto più alto della saga. Goblins 3 allarga la scala con ambientazioni più grandi e una struttura a bivi che a tratti disorienta, ma tiene viva la curiosità. Gobliiins 4 introduce il 3D e un sistema di aiuti per ammorbidire la frustrazione. Gobliiins 5, uscito nel 2023, torna al 2D e funziona come un vero e proprio ritorno a casa: più leggibile, più equilibrato, senza perdere lo humour della serie.
Sul fronte tecnico la collection non stravolge nulla: sono i giochi originali, adattati al pad con qualche accorgimento di comodità, non rifatti da zero. Chi si aspetta un restauro alla maniera di Return to Monkey Island resterà deluso: qui la filosofia è la conservazione, comandi compresi, con tutti i limiti di un’interfaccia pensata per mouse e tastiera più di trent’anni fa.

Storia
Ogni capitolo racconta una vicenda a sé, e qui la raccolta mostra la sua identità più marcata. In Gobliiins il re Angoulafre viene colpito da una maledizione voodoo che lo fa impazzire, e tocca a Oups, Asgard e Ignatius attraversare ventidue schermate per raggiungere il mago Niak e trovare una cura. In Gobliins 2 il Principe Buffone scompare nel nulla, e i goblin Fingus e Winkle vengono teletrasportati in una terra lontana per riportarlo a casa, con un’alchimia tra i due personaggi che resta uno dei momenti più riusciti della serie.
Goblins 3 cambia registro: protagonista è Blount, un giornalista eccentrico coinvolto in una guerra tra due regni per il controllo di un labirinto misterioso, con un custode morto, una figlia scomparsa e un re colpito da una maledizione. Gobliiins 4 abbandona il tono da fiaba oscura per qualcosa di più leggero: il re Angoulafre incarica Tchoup, Stucco e Perluis di ritrovare il suo formichiere domestico scomparso, in una missione che gioca deliberatamente sull’assurdità del pretesto. Gobliiins 5 chiude il cerchio riportando in scena Oups, Asgard e Ignatius, alle prese con un’epidemia che trasforma gli abitanti del regno in patate per colpa del folle scienziato Morglott.
Nessuno di questi intrecci punta alla profondità narrativa: sono cornici funzionali a giustificare gli enigmi, scritte con un umorismo che oscilla tra il nonsense e la parodia da fiaba per bambini un po’ storta. Funziona proprio perché non si prende sul serio, ma chi cerca una trama solida in senso classico non la troverà in nessuno dei cinque episodi.

Grafica ed effetti sonori
Lo stile grafico di Pierre Gilhodes resta il filo conduttore di tutta la raccolta, ed è anche il motivo per cui i cinque giochi si riconoscono a colpo d’occhio come parte della stessa famiglia nonostante gli anni di distanza. Il primo e il secondo capitolo mantengono la grana pixellosa e le tinte terrose dell’originale, senza filtri o texture rifatte: si può al massimo stirare l’immagine per adattarla a uno schermo widescreen. Gobliiins 4, il capitolo in 3D, è quello che invecchia peggio: modelli rigidi, animazioni legnose, un’estetica che oggi risulta francamente più vecchia rispetto al resto della saga. Gobliiins 5 rimedia tornando al 2D con un tratto pulito e colorato, la dimostrazione più chiara di come la serie sappia ancora funzionare quando trova la forma giusta.
Il comparto sonoro beneficia di un jukebox che raccoglie le colonne sonore di tutti e cinque i capitoli, comprese alcune tracce meno note legate alle versioni floppy e CD dei primi tre giochi. Ad accompagnare il pacchetto ci sono anche una galleria di concept art, modelli 3D ricostruiti delle scatole originali e un documentario in più episodi con una nuova intervista a Pierre Gilhodes, che ripercorre l’origine della serie con un tono affettuoso e mai celebrativo in modo vuoto.
Conclusione su Gobliiins Collection
Gobliiins Collection fa esattamente quello che promette: mette insieme trent’anni di una serie eccentrica senza filtri e senza compromessi verso il pubblico moderno. È un’operazione di conservazione onesta, non un remaster travestito da raccolta, e va apprezzata per quello che è: gli enigmi restano cattivi quanto negli anni novanta, i controlli restano quelli di un’epoca in cui il mouse era l’unica periferica contemplata, e chi non ha pazienza per la logica bizzarra dei goblin lo scoprirà già nella prima mezz’ora. C’è però una nota dolente specifica per il pubblico italiano: Gobliiins 5, l’unico capitolo del 2023 e probabilmente il più accessibile dell’intero pacchetto, non include la localizzazione in italiano, a differenza degli altri quattro giochi. Per una raccolta che punta tutto sulla nostalgia e sull’accesso ai fan storici, è un’assenza che pesa più del previsto.

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Gobliiins Collection - Recensione
Una conservazione fedele e ricca di contenuti extra di qualità, penalizzata da un'interfaccia rimasta quella di trent'anni fa e dalla mancanza dei sottotitoli italiani nel capitolo più recente e accessibile della raccolta.


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