Dustwind: Resistance

Dustwind: Resistance – Recensione

L’opera di Z-Software prende chiaramente ispirazione da Fallout Tactics, proponendo un RPG tattico isometrico in tempo reale ambientato in un mondo post-apocalittico popolato da predoni, mutanti e sopravvissuti armati fino ai denti. L’intenzione è chiara: offrire un’esperienza tattica impegnativa e vecchia scuola. Il risultato, però, è molto più controverso.

Dustwind: Resistance

La storia segue Jake, un semplice agricoltore che vive in una piccola comunità insieme alla moglie Amanda e al fedele cane Diesel. Quando un esercito di predoni guidato dal misterioso “Warlord” rade al suolo il loro insediamento, Jake decide di imbracciare le armi e organizzare la resistenza. È una trama che sa immediatamente di déjà vu. Il protagonista comune che perde tutto, il cattivo con un nome generico e minaccioso, il viaggio di vendetta attraverso le terre desolate: Dustwind: Resistance non fa praticamente nulla per distinguersi da decine di altre storie post-apocalittiche. La scrittura non aiuta particolarmente, affidandosi spesso a dialoghi poco memorabili e a personaggi che faticano a lasciare il segno. Fortunatamente, la narrativa non è mai il vero fulcro dell’esperienza. Chi si avvicina a Dustwind lo fa per il gameplay tattico, ed è proprio lì che il gioco mostra sia i suoi maggiori punti di forza sia le sue debolezze più frustranti.

Dustwind: Resistance

Sul fronte della costruzione dei personaggi, Dustwind: Resistance offre una sorprendente quantità di opzioni. Le abilità coprono ogni aspetto del combattimento e del supporto, permettendo di specializzare i membri della squadra nell’uso di armi leggere, pesanti, combattimento corpo a corpo, medicina, meccanica e molto altro. Interessante anche il sistema di Virtù e Vizi, che funziona in modo simile ai tratti classici dei giochi di ruolo: bonus utili vengono bilanciati da malus permanenti, creando personaggi più caratterizzati e permettendo build molto differenti tra loro. Anche l’equipaggiamento contribuisce a questa varietà. Armature leggere per chi punta sulla mobilità, mitragliatrici pesanti per i tank, fucili di precisione per i cecchini e numerosi strumenti tattici consentono di affrontare le missioni in modi diversi. Il problema è che spesso il gioco sembra costruito per scoraggiare la sperimentazione.

Dustwind: Resistance

Dustwind: Resistance è difficile. Non difficile nel senso appagante del termine, ma spesso punitivo in maniera eccessiva. Gli scontri si svolgono in tempo reale con possibilità di mettere in pausa e impartire ordini, una formula che richiede pianificazione e riflessi. Sulla carta funziona. Nella pratica, il bilanciamento lascia parecchio a desiderare. I nemici assorbono grandi quantità di danni mentre i protagonisti possono essere eliminati in pochi colpi. I cecchini avversari colpiscono da distanze enormi e spesso risultano invisibili fino al momento in cui aprono il fuoco. Le mine sono disseminate ovunque e possono trasformare ogni avanzata in un esercizio di tentativi ed errori. La sensazione costante è che il gioco costringa il giocatore a utilizzare salvataggi rapidi in continuazione. Non tanto per correggere errori tattici, quanto per compensare situazioni che sembrano progettate per essere affrontate solo dopo aver già fallito una volta. Alcune missioni difensive risultano particolarmente estenuanti, sommergendo il giocatore con orde di nemici mentre cecchini e unità pesanti colpiscono da posizioni quasi impossibili da contrastare. La soddisfazione di superare questi ostacoli esiste, ma spesso viene oscurata dalla frustrazione accumulata lungo il percorso.

VALUTAZIONE FINALE - Dustwind: Resistance
5.0

Dustwind: Resistance mostra una sincera passione per i classici RPG tattici post-apocalittici e offre un sistema di crescita dei personaggi sorprendentemente profondo. Purtroppo, questa buona base viene appesantita da una campagna poco ispirata, da un bilanciamento aggressivo e da una serie di scelte di design che rendono l’esperienza più frustrante che appagante.

User Rating: 0 ( 0 Votes )

Lascia un commento