Alchemickal – Recensione

Dietro Alchemickal c’è un solo sviluppatore, rodbot, che lo costruisce pezzo per pezzo dal 2022 attraverso le demo pubbliche di AGDG e gli aggiornamenti su itch.io: nuovi nemici, tutorial aggiunto in corsa, rework completo del sistema alchemico, mesi passati solo a rimettere a punto la generazione dei dungeon. Il gioco arriva su Steam il 13 luglio, con alle spalle recensioni positive, non un dettaglio da ignorare: significa che il titolo è quel che è grazie ai materiali di sviluppo, dalle build pubbliche e dai feedback dei playtester che hanno accompagnato il progetto negli anni.
Alchemickal è un roguelite che non perdona la disattenzione e che ti chiede di imparare in fretta, o di morire più in fretta ancora.

Alchemickal

Gameplay

Il gameplay del gioco sta nel nome: le “chemickal”, sostanze che si infondono nelle armi per dargli proprietà elementali. Un fulmine che rimbalza da un nemico all’altro, acido che scioglie tutto quello che tocca, catrame infiammabile che trasforma un gruppo di nemici in una reazione a catena. La build finale aggiunge ricette da scoprire nei calderoni sparsi per i dungeon, che sbloccano combinazioni più elaborate delle semplici infusioni di base.

Quello che rende il combattimento interessante non è solo sparare, ma leggere i nemici. Alcuni sanguinano e vanno finiti prima che si rigenerino, altri arrugginiscono e diventano più lenti dopo un colpo di acido, altri ancora si possono ingannare per farli attaccare i propri alleati o si possono privare dei loro stessi poteri usandoli contro di loro. È un sistema a incastro che funziona bene quando hai il tempo di pensare, e che va in crisi nei primi piani, dove il gioco ti butta addosso troppe variabili prima che tu abbia gli strumenti per gestirle.

Ogni arma ha un albero di potenziamento dedicato, e tra un piano e l’altro un negoziante propone buff strani, a volte più utili di quanto sembrino a un primo sguardo. La generazione procedurale dei dungeon fa il suo lavoro senza inventare nulla di clamoroso, ma con permadeath vero: ogni run riparte da zero, senza scorciatoie.

Un difetto pratico da segnalare subito, al momento non c’è supporto nativo al controller. Si gioca con tastiera e mouse, punto. Lo sviluppatore ha parlato più volte di volerlo aggiungere in futuro, ma per ora chi preferisce il pad deve arrangiarsi con soluzioni esterne tipo Steam Input.

Storia

Qui c’è poco da girarci intorno: Alchemickal non ha una storia, ha una premessa. Un alchimista qualunque si ritrova invischiato in un’invasione arcana più grande di lui, e da lì in poi tutto quello che sai lo scopri tra una run e l’altra, nelle voci del bestiario che si sbloccano man mano che affronti nuovi nemici. Va bene così alla fine, è un gioco pensato per l’azione ripetuta, non per l’arco narrativo, e forzare un racconto più ambizioso avrebbe probabilmente tolto tempo a quello che il gioco fa davvero bene. Chi cerca una trama resterà deluso, ma non credo fosse mai nelle intenzioni di rodbot offrirne una.

Grafica ed effetti sonori

Dal punto di vista visivo Alchemickal punta su una tavolozza colorata, fondamentale in un twin-stick dove distinguere in fretta un proiettile nemico da un effetto acido è questione di sopravvivenza. Il design dei nemici, specie quelli robotici aggiunti, ha un linguaggio visivo chiaro: si capisce a colpo d’occhio chi arrugginisce e chi no. Gli effetti delle chemickal, fulmini che saltano da un bersaglio all’altro, pozze acide che corrodono il terreno, esplosioni a catena sul catrame, danno soddisfazione visiva a ogni combinazione riuscita.
Dal punto di vista audio diciamo che è come per la storia, presente il giusto ma niente di memorabile.

Conclusione

Alchemickal è un roguelite fatto bene da una persona sola, che negli anni ha limato il proprio sistema di combattimento fino a renderlo preciso e leggibile. Il problema principale resta la curva di difficoltà iniziale, troppo ripida rispetto agli strumenti che il gioco dà nelle prime run. Va segnalata anche l’assenza di una localizzazione italiana: l’interfaccia è solo in inglese, senza sottotitoli o adattamenti per altre lingue, un limite non da poco per chi non mastica bene la lingua e vuole leggere in tempo reale le descrizioni di nemici e ricette durante uno scontro. Chi ama i roguelite tecnici e non ha paura di ripartire da zero decine di volte troverà in Alchemickal un sistema di combattimento onesto e ben congegnato. Chi cerca qualcosa di più immediato o una storia da seguire farà meglio a guardare altrove

Alchemickal - Recensione
7.0

Un sistema di combattimento elementale scritto con cura da chi il gioco lo conosce a memoria, penalizzato da una curva di difficoltà iniziale troppo severa e dall'assenza totale di italiano.

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