Trouble Witches FINAL! – Recensione

Trouble Witches FINAL è il capitolo definitivo di una serie che, dopo quasi due decenni di sviluppo, ritorna nella forma più completa e raffinata mai vista. Sviluppato da Studio SiestA, lo stesso team dietro Cotton Reboot!, questo bullet-hell riesce a mantenere intatto il suo fascino fondamentale mentre lo cala in una veste completamente moderna. Su PS5, il gioco dimostra come un titolo indie possa offrire un’esperienza solida e divertente senza pretese eccessive, semplicemente facendo bene quello che promette.

Introduzione

Trouble Witches FINAL rappresenta l’evoluzione della serie, originariamente nata nel 2007 come arcade shooter casual. La premessa è semplice ma efficace: nella terra magica di Eihemland, la strega Amalgam ha rubato un anello sacro che sigillava il potente demone Draupnhir. Le dodici streghe giocabili sono state incaricate di fermarla e ripristinare l’ordine. La versione FINAL include tutte le caratteristiche accumulate nel corso degli anni, insieme a numerosi miglioramenti visivi e meccanici specifici per questa edizione console.

Trouble Witches FINAL!
Copertina di gioco

Gameplay

Il sistema di gameplay ruota attorno al concetto del Magic Circle, un meccanismo che rappresenta il vero cuore pulsante dell’esperienza. Quando attivato, il cerchio magico rallenta i proiettili nemici che vi entrano, permettendo di gestire meglio lo chaos sullo schermo. L’elemento geniale sta nella conseguente conversione: quando si distruggono i nemici, tutti i proiettili intrappolati nel cerchio si trasformano in monete d’oro. Questo sistema crea un’interessante dinamica di risk-reward che incoraggia i giocatori a bilanciare l’offesa difensiva con l’ottimizzazione del punteggio.

Il denaro guadagnato può essere speso al Pumpkin Shop, che appare due volte per stage per acquistare Magic Cards con effetti temporanei. Queste vanno da attacchi aggiuntivi a colpi di screen-clearing, passando per incrementi di MP e vite extra. Il sistema di acquisti è pensato bene: ogni volta che si compra un oggetto, il prezzo successivo aumenta, costringendo a scelte strategiche su cosa acquistare durante la run.

La difficoltà è articolata su quattro livelli e scala in maniera ben equilibrata. Lo stage 4 rappresenta il primo vero picco di difficoltà, ma le transizioni da un livello all’altro sono progressive e accessibili. Per chi cerca una sfida maggiore, la modalità Walpurgis Night offre nemici potenziati e una intensità notevolmente superiore. Oltre all’Arcade Mode classico, sono disponibili Score Attack, Endless Mode, Boss Attack e una fedele riproduzione della versione arcade originale.

Storia

La narrazione di Trouble Witches FINAL non è il punto di forza del gioco, e il team sembra aver accettato consciamente questa limitazione. Ogni strega ha una storia, completamente doppiata in giapponese, ma i dialoghi risultano confusi e scarsamente sviluppati. Non aspettatevi una trama coerente o significativa; quella che emerge dagli inserti narrativi è principalmente una scusa per collegare i sei stage.

I dodici personaggi giocabili mantengono comunque un fascino estetico unico, ognuno con personalità distinte, accompagnati da familiari magici che forniscono supporto in battaglia. La presenza di creature come demoni e elementi sovrumani aggiunge un certo sapore fantasy alla presentazione generale, anche se la trama rimane sottile e priva di profondità.

Magic Circle in azione

Grafica ed effetti sonori

La vera sorpresa di Trouble Witches FINAL è il rifacimento visivo. I personaggi mantengono i loro caratteristici design hand-drawn in stile anime, ma gli sfondi degli stage sono stati completamente ricreati in 3D. Il risultato è una miscela visivamente interessante: il primo stage mostra un treno contro un cielo azzurro brillante, il secondo una rigogliosa foresta, il terzo un campo di ghiaccio con elementi ambientali distruttibili nello stile di Gradius II, mentre il quarto propone un mondo vulcanico. Gli ultimi due stage tendono ad essere più generici e scuri, con sfondi 3D meno interessanti.

Per quanto riguarda il sonoro, la colonna sonora non lascia particolari impressioni durature. La musica è competente ma facilmente dimenticabile, un aspetto che contrasta leggermente con la cura visiva riposta nel resto della produzione. Gli effetti sonori sono puliti e funzionali, senza distinguersi per creatività o originalità particolare.

Mai darsi per vinti

Conclusione di Trouble Witches FINAL!

Trouble Witches FINAL è una solida proposta per chi apprezza i bullet-hell e in particolare i “cute ’em up” di stampo arcade. Il Magic Circle system mantiene il fascino della serie, i dodici personaggi giocabili offrono varietà, e gli otto differenti game modes garantiscono una buona longevità. Su PS5, il gioco gira senza problemi ed è facilmente godibile sia per i veterani del genere che per i curiosi.

Tuttavia, il gioco non pretende di essere qualcosa di cui non è. La storia è fragile, la musica è generica, e il design estetico, sebbene migliorato, presenta ancora alcuni compromessi. Se siete alla ricerca di un bullet-hell accessibile con meccaniche interessanti e una grafica pulita, Trouble Witches FINAL merita l’attenzione. Se invece volete una narrazione coinvolgente o un’esperienza artistica rivoluzionaria, guarderete altrove.

Trouble Witches FINAL! - Recensione
7.0

Trouble Witches FINAL ritorna su PS5 in veste definitiva con nuovi sfondi 3D, dodici streghe giocabili e il leggendario Magic Circle system. Un bullet-hell solido e accessibile che non tradisce le aspettative, sebbene la trama rimanga il suo punto debole.

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