LumenTale: Memories of Trey – Recensione

LumenTale: Memories of Trey arriva sul mercato con una pressione non indifferente sulle spalle: è il primo progetto commerciale di rilievo di Beehive Studios, team indipendente romano già noto nel mondo delle fan game per Pokémon Xenoverse: Per Aspera Ad Astra, e porta con sé le aspettative di una community che lo segue fin dalla campagna Kickstarter, conclusasi con il doppio dei fondi richiesti. Pubblicato da Team17 e in uscita il 26 maggio 2026 su PC e Nintendo Switch, il gioco è disponibile interamente in italiano, il che per una produzione indie è già un segnale di cura verso il pubblico locale.

Introduzione

Beehive Studios non ha mai nascosto i propri riferimenti: oltre alla serie Pokémon, il team ha guardato a produzioni come Eastward e Persona durante lo sviluppo, e questa ambizione è percepibile fin dai primi minuti. LumenTale non si limita a replicare la formula del monster collector classico, ma prova ad aggiungere strati narrativi e meccaniche più articolate, con risultati che nella versione completa si rivelano più convincenti di quanto le anteprime della demo lasciassero presupporre. Non è un gioco senza difetti, ma è un titolo che ha chiaramente qualcosa da dire e lo fa con un’identità propria invidiabile.

LumenTale: Memories of Trey
Copertina Kickstarter

Gameplay

Il fulcro del gioco è la caccia agli Animon, le creature che popolano il mondo di Talea. La cattura avviene tramite l’Holoken, un dispositivo simile a uno yo-yo che può essere lanciato direttamente contro le creature che si muovono liberamente nel mondo, senza dover necessariamente avviare una battaglia. Infatti saremo noi a decidere se ingaggiare lo scontro con un nostro Animon o se usare una bilia per catturarlo. L’interazione si risolve con un minigioco ritmico premendo dei tasti specifici a tempo, cosa che conferisce fluidità e diversità nell’esplorazione.

Il sistema di combattimento, a turni, è dove il gioco si rivela più profondo di quanto sembri a prima vista. Ogni Animon appartiene a uno dei cinque Attributi emotivi, ovvero Felicis, Mestus, Furor, Horrens e Sereum, e presenta resistenze e debolezze legate a 13 Elementi distinti. A differenza di quanto avviene nella serie Game Freak, gli attacchi non usano i classici PP o una barra del mana, ma costano punti azione in quantità variabile che si ricaricano alla fine di un turno completo, il che costringe a pianificare le mosse con attenzione. Alcuni Animon sono inoltre in grado di riflettere gli attacchi di certi tipi elementali ritorcendoli contro chi li ha lanciati, aggiungendo un ulteriore livello tattico da tenere in considerazione. Sulla carta potrebbe sembrare un sistema eccessivamente elaborato, ma nella pratica le sinergie tra attributi ed elementi risultano davvero utili e sfruttabili in combattimento, rendendo la costruzione della squadra un aspetto genuinamente strategico. Le battaglie, che possono svolgersi sia in formato 1v1 che in scontri di squadra fino a 4v4, richiedono un approccio più ragionato man mano che si avanza nella storia.

La progressione è gestita in modo generoso: l’esperienza guadagnata in battaglia viene condivisa con tutto il gruppo, il che permette di sperimentare composizioni diverse senza dover macinare ore di grinding. È possibile distribuire liberamente i punti statistiche e personalizzare i pool di mosse degli Animon, il che dà una certa libertà di costruzione rispetto a quanto offre il genere di riferimento. Un ciclo giorno e notte influenza quali creature appaiono nelle diverse aree, incentivando a rivisitarle in momenti diversi.

Combattendo con i nostri Animon

Fuori dai combattimenti, le missioni secondarie sono nella norma, ma alcune richiedono un impegno maggiore del previsto, come preparare piatti complessi tramite il sistema di cucina o spostarsi tra città diverse per completarle. Le sfide principali che si affrontano nelle città si chiamano Partite, e raccolgono il ruolo che nelle tradizioni del genere avevano le palestre, inserendole in modo coerente con il mondo di gioco. Esplorando Talea avremo a disposizione delle Fontane, quest’ultime oltre a ricaricare i punti vita dei nostri Animon, ci danno la possibilità di creare oggetti e piatti utili per la nostra avventura e di riposare per aspettare il giorno o la notte, in base alle nostre necessità. Le Zone che compongono la mappa sono grandi spazi aperti con sezioni obbligatorie e facoltative, e una volta battuti tutti i Lumen presenti in un’area si potrà sfidare il boss locale, cosa che incentiva a non ignorare i contenuti secondari.

Oltre al mondo di gioco, potremo accedere anche nell’Anispace, la dimensione digitale dove risiedono gli Animon catturati, è una funzionalità gradevole sul fronte della personalizzazione e utile per instaurare un rapporto con le creature, ma non è essenziale per completare il gioco. Per completare il pacchetto delle varie possibilità all’interno del titolo, ci sono una modalità multiplayer con battaglie PvP e tre diversi metodi di scambio degli Animon e la possibilità di collezionare carte degli Animon, con annesse rarità, per gli amanti del collezionismo. Le carte non sono un semplice elemento decorativo: possono essere utilizzate per aumentare le probabilità di trovare esemplari rari, incluse le varianti Lost degli Animon, versioni alternative con palette cromatiche e dettagli distinti. Vale la pena segnalare che il fast travel esiste ma non viene spiegato chiaramente nei tutorial: è possibile tornare in qualsiasi Club Lumen già visitato in qualsiasi momento, una funzione molto utile se ci si ritrova bloccati durante l’esplorazione.

Esplorando una città sul mare

Storia di LumenTale: Memories of Trey

La storia segue Trey, un androide che si risveglia senza alcun ricordo del proprio passato nel continente di Talea, un mondo plasmato da un’antica guerra civile che ha diviso il territorio in due fazioni ancora oggi contrapposte: il nord, dominato dalla tecnologia e dal progresso, e il sud, fedele alle tradizioni e diffidente verso l’innovazione. Sullo sfondo di questo equilibrio fragile si muovono gli Animon, creature legate a una forza chiamata Anivis che influenza le emozioni degli esseri viventi.

Trey come protagonista parte in sordina e nelle prime ore può risultare poco caratterizzato. Il personaggio che funziona meglio fin dall’inizio è Ales, il ragazzo che lo ritrova nel bosco e diventa il suo compagno di viaggio: la sua storia personale, segnata dalla perdita dei genitori in un incidente causato dagli Animon, gli conferisce una profondità che si sente fin dalle prime sequenze. Il cast di personaggi secondari è però uno dei punti di forza più evidenti del gioco: tra questi spiccano Julia, una giovane Lumen Manager ambiziosa che si unisce a Trey riconoscendo il suo talento grezzo; Max, un mentore dall’esperienza consolidata ma con una personalità che non manca di contraddizioni; Nada, figlia del potente Blanco, che nasconde dietro un carattere viziato un senso della giustizia genuino; e Moka, il robot di Ales, capace di esprimere emozioni tramite strisce LED sul volto e dotato di una profondità inaspettata per un personaggio dalla natura artificiale. A tenere insieme il tutto c’è anche un Memory System: raccogliendo frammenti di memoria dispersi nel mondo si sbloccano progressivamente nuovi capitoli della storia di Trey, rispecchiando il tema centrale del gioco in modo coerente con le meccaniche.

La campagna principale richiede circa 25 ore, che possono diventare sensibilmente di più per chi sceglie di esplorare il mondo con attenzione. Le scelte narrative non sono decorative: influenzano concretamente lo sviluppo della storia e portano a finali differenti, e questa sensazione di peso decisionale si percepisce durante tutto il gioco, non solo nelle fasi conclusive. È uno degli aspetti che distingue LumenTale dalla media del genere, dove la narrativa è spesso un contorno.

Grafica ed effetti sonori

LumenTale adotta lo stile HD-2D che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per i JRPG indie: personaggi in pixel art su ambienti tridimensionali stratificati, con una palette cromatica vivace e una cura nei dettagli ambientali che si nota soprattutto durante l’esplorazione. Le regioni di Talea sono costruite in modo da risultare davvero distinte tra loro, sia nel design che nell’atmosfera, e durante l’intera campagna è difficile imbattersi in aree che si assomiglino. I dungeon in particolare offrono una varietà di situazioni che include sezioni puzzle non banali, evitando la ripetitività che spesso affligge questo tipo di contenuto nei titoli del genere.

I riferimenti visivi più evidenti sono Octopath Traveler e il remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening, e il risultato è esteticamente più che riuscito. Alcuni design degli Animon risultano meno ispirati rispetto ad altri, anche se con oltre 140 specie disponibili la qualità è inevitabilmente variabile.

Sul fronte tecnico, il gioco si comporta in modo stabile durante le nostre partite, con leggeri cali di frame rate nei passaggi tra un’area e l’altra, un problema contenuto che non inficia l’esperienza complessiva e che sicuramente il team correggerà con le prime patch.

La colonna sonora è delicata e coerente con il tono del gioco, senza mai diventare invasiva. I brani accompagnano bene l’avventura, da fasi di tranquillità esplorativa ad altri più incalzanti in momenti di pericolo o di combattimento. Vale la pena segnalare che i temi musicali delle singole regioni riflettono le specificità culturali di ciascuna area, passando da atmosfere antiche e quasi tribali per le zone di Mythos a sonorità più tecnologiche e sintetiche per quelle di Logos. È un comparto audio che ha una sua identità precisa e che contribuisce a differenziare le aree del gioco anche solo attraverso l’ascolto.

Il nostro Anispace

Conclusione di LumenTale: Memories of Trey

LumenTale: Memories of Trey è un monster collector che riesce a superare i limiti che le anteprime della demo lasciavano intravedere. Il sistema di combattimento, che sulla carta sembrava più complesso del necessario, nella versione completa trova una sua giustificazione grazie alle sinergie tra attributi ed elementi che risultano davvero utili in battaglia. La storia ha più sostanza del previsto per il genere, le scelte narrative hanno un peso reale, e il mondo di gioco è costruito con una varietà che premia l’esplorazione. Restano alcune debolezze: le schermate di caricamento nei passaggi tra edifici e aree si fanno sentire, l’interfaccia della mappa di gioco risulta a tratti confusionaria e non sempre immediata nella lettura della posizione attuale, l’economia tende a sbilanciarsi presto nelle prime ore rendendo il denaro rapidamente abbondante rispetto ai prezzi dei negozi, e alcuni tutorial risultano criptici o omettono informazioni chiave come l’esistenza del fast travel verso i Club Lumen.

Talea tutta da esplorare
LumenTale: Memories of Trey
8.5

LumenTale: Memories of Trey è il monster collector di Beehive Studios, studio indipendente romano al debutto commerciale. Un sistema di combattimento più profondo di quanto sembri, scelte narrative che pesano davvero e un mondo vario da esplorare. Non è privo di difetti, ma è un titolo che merita tutta l'attenzione degli appassionati del genere.

User Rating: 4.8 ( 3 Votes )

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