Dopo un paio d’anni di risalita convincente, la serie WWE 2K arriva a un punto delicato: consolidarsi davvero come riferimento assoluto o inciampare sotto il peso delle proprie ambizioni. WWE 2K26 sceglie la prima strada, ma non senza qualche passo falso. Il risultato è un capitolo ricchissimo, divertente e rifinito sotto molti aspetti, ma anche appesantito da scelte discutibili che rischiano di frenare l’entusiasmo, soprattutto sul lungo periodo.

Dal punto di vista del gameplay, WWE 2K26 non rivoluziona nulla, e onestamente non ne aveva bisogno. Il sistema di combattimento resta uno dei migliori mai visti nella serie, con colpi e prese di cui si percepiscono peso e impatto, ritmo degli incontri credibile, e profondità aggiunta dalla gestione della stamina. La vera novità è il sistema “winded”, che ti costringe a rallentare quando esaurisci le energie. Non è invasivo, ma funziona bene nel creare quel ritmo fatto di momenti di dominio e recupero, tipico del wrestling vero. Interessante anche il nuovo sistema di collisioni fisiche, a volte realistico, a volte quasi slapstick. Detto questo, chi viene da WWE 2K23 o 2K24 si sentirà subito a casa. È un’evoluzione, non una rivoluzione.

Sul roster WWE 2K26 gioca la sua carta migliore: quantità e varietà fuori scala. Ci sono più di 400 personaggi, e la quantità di modalità giocabili è impressionante. È uno di quei giochi in cui è possibile perdersi letteralmente per centinaia di ore. Ma se c’è una modalità che brilla davvero, è Universe. Le novità come il WWE Draft, una gestione più fluida del roster e molto altro rendono tutto più dinamico e “vivo”. È il sandbox definitivo per chi vuole creare la propria federazione, storyline e rivalità. Qui WWE 2K26 dà il meglio di sé: libertà, controllo e una sensazione di spettacolo continuo.
La modalità Showcase dedicata a CM Punk è probabilmente una delle più divisive. Da un lato ha una narrazione personale interessante, un commentario diretto e coinvolgente, e un’idea del “what if” ben strutturata. Dall’altro però ci sono alcune omissioni importanti nella sua carriera, una struttura meno incisiva rispetto ad altri Showcase passati, e sfide a volte frustranti. La novità del Gauntlet Mode (20 avversari di fila) è invece una bella aggiunta: veloce, intensa e perfetta per sbloccare contenuti senza passare da tutta la modalità.

Con il MyRise purtroppo si torna però a un problema storico. MyRise propone una storia con buone premesse (ritorno dopo un anno, scelte morali, percorsi diversi), ma ha una scrittura debole, con dialoghi troppo lunghi e poco interessanti, e animazioni facciali poco convincenti. Il risultato è una modalità che molti abbandoneranno presto, preferendo rifugiarsi in Universe o altre esperienze più libere.
Nel complesso, il colpo d’occhio è buono: graficamente abbiamo ottimi modelli con animazioni migliorate ed un’atmosfera più “televisiva”. Peccato che tecnicamente ci siano alcuni bug e input lag fastidiosi, ma nulla di troppo problematico.

Passiamo ora al vero “turn heel” del gioco. Il Ringside Pass (o AAA Pass) introduce una progressione a livelli (con contenuti divisi tra free e premium) e richiede ore e ore di grinding. Il punto critico è questo:
anche se paghi, devi comunque grindare per ottenere ciò che hai comprato. Quando ci eravamo quasi abituati alla politica del pagare per contenuti extra (nonostante siano già presenti nel gioco), ecco che si inserisce una meccanica da gioco gacha per mobile, che era sì già presente in diversi capitoli, ma non in maniera così spudorata.
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VALUTAZIONE FINALE - WWE 2K26
WWE 2K26 è, senza dubbio, uno dei capitoli più completi e divertenti della serie. Con un gameplay solido, una quantità enorme di contenuti (anche se frenato da una storia debole e un sistema di monetizzazione discutibile) si ha materiale di gioco per i prossimi mesi a venire.


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