Il genere mascot horror continua a popolare gli store digitali in quantità difficile da ignorare, portandosi dietro una reputazione non sempre lusinghiera. Skunx Games, un team di sei persone proveniente YouTube, ha deciso di cimentarsi in questo sottogenere con il proprio primo gioco completo. Il risultato è un titolo che sa da dove viene, nel bene e nel male.
Introduzione
Dark Pals: The 1st Floor è il primo capitolo di quella che si preannuncia come una serie episodica, con una struttura che ricorda molto da vicino Poppy Playtime. Il protagonista, di cui non si conosce ancora l’identità, si ritrova all’interno di UpWard, una struttura per la salute mentale dei bambini abbandonata da decenni, rimasta congelata in un loop degli anni ’80 tra annunci in filodiffusione e motivetti orecchiabili che risuonano nei corridoi vuoti. La premessa è che questo posto ci conosce, che ci siamo già stati, e che qualcosa di quella memoria è sopravvissuto. Il collegamento tra protagonista e struttura viene accennato ma non chiarito, lasciando tutto in sospeso per i capitoli successivi. Skunx Games non è nuova al mascot horror: il canale YouTube Horror Skunx, da cui il team proviene, è dedicato da anni a canzoni e contenuti ispirati a titoli come Poppy Playtime, e questo background si vede nell’approccio al materiale.

Gameplay
A differenza del FNAF originale e dei suoi imitatori più pigri, Dark Pals non si affida alla gestione statica delle risorse, ma propone un’esplorazione in prima persona con sequenze di inseguimento e puzzle ambientali. Il principale strumento a disposizione del giocatore è l’Ink Blaster, una pistola-giocattolo a forma di polpo che spara getti di inchiostro per interagire con oggetti nell’ambiente o colorarli raccogliendo l’inchiostro in punti specifici della mappa. I puzzle non sono particolarmente complessi, ma spezzano bene il ritmo e aggiungono una certa varietà a quello che altrimenti rischierebbe di essere un corridoio di jumpscares. Le sequenze di inseguimento, soprattutto quella iniziale con Chompy Chasey, risultano abbastanza intense da creare tensione, non così lunghe da diventare frustranti. La durata complessiva si attesta intorno all’ora e mezza, lasciando un senso di incompletezza una volta raggiunti i titoli di coda.
Storia
La narrativa si regge sull’atmosfera più che su una vera e propria sceneggiatura. UpWard viene presentata come un luogo che mascherava pratiche di condizionamento comportamentale sotto le spoglie di una struttura educativa per bambini, con un direttore sinistro che compare su schermi sgualciti a diffondere messaggi propagandistici. I due mascot principali, Chompy Chasey e Binky Drinky, sembrano avere un legame con i bambini che un tempo popolavano la struttura, anche se la storia evita di spiegarlo apertamente. Gran parte del lore è accessibile non all’interno del gioco, ma tramite un sito esterno collegato dal menu principale, il che è una scelta discutibile: chi non va a cercarlo rischia di perdersi metà del contesto. Alcune sezioni narrative si spiegano in modo fin troppo esplicito, con poster informativi che illustrano le intenzioni della struttura senza lasciare spazio all’interpretazione del giocatore. Il finale, che include una voce a sorpresa anticipa il secondo piano, funziona come aggancio per il prossimo capitolo, ma lascia il primo in una posizione di incompiutezza.

Gameplay ed effetti sonori
Visivamente, Dark Pals fa un ottimo lavoro nel mescolare l’estetica cartoonesca dei mascot con l’aspetto decaduto e corroso della struttura. I corridoi sporchi e la luce fioca si scontrano con i colori saturi dei personaggi, creando un contrasto che funziona. Le animazioni dei personaggi sono davvero ottime considerando il genere indie horror. Sul fronte audio, il lavoro di foley per Binky è più che riuscito nel trasmettere disagio. Le musiche e i jingle anni ’80 che permeano l’ambiente contribuiscono all’atmosfera complessiva.
Conclusione di Dark Pals: The 1st Floor
Dark Pals: The 1st Floor è un esordio onesto da parte di un team che conosce il genere e ha lavorato con cura. Non rivoluziona il mascot horror né tenta di farlo, ma evita molte delle scorciatoie che rendono mediocri tanti titoli simili. I problemi ci sono: la durata contenuta, la struttura episodica, la lore accessibile solo fuori dal gioco e la storia che manca di ambiguità. Chompy Chasey funziona meglio come antagonista di Binky Drinky. Detto questo, la presentazione è solida, il ritmo è gestito bene e la sensazione che dietro il progetto ci sia una reale intenzione creativa si avverte.

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Dark Pals: The 1st Floor - Recensione
Il gioco ha buone qualità, ma la brevità, la dipendenza dal materiale esterno per il lore e una struttura che rimanda quasi tutto al capitolo successivo pesano sulla valutazione complessiva. Un punto di partenza interessante, non ancora un punto di arrivo.


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