Plungeez

Plungeez – Recensione

Dimenticate principesse da salvare e mostri da sconfiggere: in Plungeez, l’avventura comincia con un tombino e un problema idraulico decisamente fuori scala. Sviluppato dal piccolo studio brasiliano Team Zeroth, il gioco ci mette nei panni di Bôni, un’operatrice del servizio idrico di Salvador de Bahia che finisce nelle profondità di un intricato sistema di condutture sotterranee. Il suo obiettivo è semplice: trovare la strada per tornare in superficie. Il modo per riuscirci, invece, richiede ingegno, pazienza e parecchi sturalavandini.

La particolarità del gioco sta nella scelta di eliminare completamente il combattimento, puntando su esplorazione, enigmi ambientali e platforming. Una variazione sul tema del metroidvania che, pur rinunciando a uno degli elementi più caratteristici del genere, riesce a costruirsi una personalità tutta sua.

Plungeez

Il sottosuolo di Plungeez è un grande labirinto interconnesso, nel quale nuove abilità e strumenti permettono gradualmente di raggiungere aree prima inaccessibili. Sturalavandini, chiavi inglesi, torce, caldaie e tute da sub non servono a eliminare nemici, ma a interagire con l’ambiente e risolvere problemi sempre più articolati.

La progressione alterna enigmi basati sull’acqua, sulla luce e sulla gestione dei macchinari a sezioni platform che richiedono precisione. Tra le meccaniche più originali c’è la possibilità di usare gli sturalavandini per aggrapparsi a pareti e soffitti, trasformando tubi e condutture in percorsi verticali da affrontare con attenzione. Anche il backtracking ha una sua logica: per prosciugare una stanza allagata, ad esempio, potrebbe essere necessario raggiungere una valvola in un’altra zona e modificare il flusso dell’acqua.

Plungeez

La soddisfazione deriva soprattutto dal comprendere il funzionamento di un ambiente e collegare indizi apparentemente scollegati. Tuttavia, la mappa diventa progressivamente complessa e orientarsi non è sempre immediato. Tornare più volte sugli stessi percorsi può risultare frustrante, soprattutto quando non si ricorda quale passaggio sia rimasto da esplorare.

Anche i controlli non sono sempre impeccabili: gli appigli stretti e la precisione richiesta per saltare o agganciarsi alle superfici possono rendere alcune sezioni eccessivamente punitive. Un errore di pochi pixel rischia di costringerci a ripetere una lunga scalata, spezzando il ritmo dell’esplorazione.

A distinguere Plungeez è anche la sua identità visiva. La pixel art colorata restituisce ambienti sotterranei ricchi di dettagli, alternando sale macchine illuminate da tonalità calde, cisterne dalle sfumature bluastre e strutture industriali che sembrano estendersi ben oltre ciò che riusciamo a vedere. L’ispirazione all’architettura di Salvador de Bahia contribuisce a rendere l’ambientazione più riconoscibile rispetto a quella di un generico labirinto di fogne.

Anche il tono è piacevolmente scanzonato, con un umorismo che emerge fin dalle prime battute. Giocare in portoghese permette inoltre di apprezzare meglio le sfumature culturali dei dialoghi, che contribuiscono a dare al progetto un’identità autentica.

Plungeez
VALUTAZIONE FINALE - Plungeez
7.0

Plungeez dimostra che la struttura del metroidvania può funzionare anche senza combattimenti, a patto di sostituirli con meccaniche esplorative abbastanza solide. I suoi enigmi, la gestione degli impianti idraulici e le arrampicate con gli sturalavandini offrono una formula originale, capace di regalare soddisfazioni quando riusciamo finalmente a risolvere un passaggio complicato.

User Rating: 2.7 ( 1 Votes )

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